IL BAMBINO
 
 
CRESCERE IN TRANQUILLITA'
Una cura sensibile implica la riduzione
costante e coerente degli stati di stress

I MITI MODERNI
- Lascialo piangere, che si deve abituare.
- Deve imparare a dormire da solo il prima possibile.
- Non prenderlo in braccio perché se no ”si vizia”.
- Deve acquisire il prima possibile l'indipendenza.

L’ANSIA DA SEPARAZIONE
Quando il bambino cresce acquisisce la capacità di spostarsi prima gattonando e poi camminando e quindi è capace sia di esplorare l’ambiente che di seguire la madre.
In quel momento il piccolo è più attivo nel mantenere la vicinanza alla mamma, e lo fa perché un istinto arcaico, geneticamente determinato, instilla in lui l’ansia da separazione.

Il piccolo ha paura di allontanarsi e si mantiene attivamente vicino. Continua a richiamare col pianto la madre se la vede andare via e non può raggiungerla, e si tranquillizza appena lei si riavvicina: è questa la fase in cui si manifesta la paura dell’estraneo. Questa fase inizia verso gli 8 mesi e termina intorno ai 3 anni.
Non è un caso che l’inserimento all’asilo storicamente viene collocato dopo il 3° anno di vita.

La madre tenendosi vicina al figlio, e rispondendo prontamente al suo richiamo, lo tranquillizza, e così facendo lo incoraggia a esplorare il mondo senza paura, rassicurandolo della sua presenza e del suo pronto accorrere in caso di bisogno.

Se una mamma si mostra poco affidabile e incostante nel rispondere ai richiami, il bambino può ridurre la sua esplorazione perché è preoccupato.

Se invece la madre frustra ripetutamente il bisogno di vicinanza del bambino, questo può rinunciare alla sua protezione rinunciando a piangere e a chiamare. Esibirà così una falsa e precoce ”autonomia”.

L’ATTACCAMENTO SICURO
Col tempo il bambino diviene più maturo e autosufficiente e ha sempre minore bisogno del contatto stretto con la madre e, soprattutto se ha acquisito fiducia nella sua pronta risposta in caso di bisogno, riesce a emanciparsi dal bisogno dello stretto contatto fisico che aveva caratterizzato le prime fasi del suo sviluppo.

In questo lungo percorso di crescita dei bambini la vicinanza è ottenuta tramite meccanismi prevalentemente indipendenti dalla volontà e determinati biologicamente. Furono questi a consentire la sopravvivenza della specie e per questo sono profondamente radicati negli esseri umani.
Per tutta l’infanzia la separazione produce una reazione di allarme nei bambini. Le madri sono esse stesse preordinate biologicamente alla cura ottimale della loro prole. Sanno rispondere alle richieste di vicinanza e infondono coraggio naturalmente, calmando il piccolo.

Una cura sensibile dei propri figli implica da parte della madre la riduzione costante e coerente degli stati di stress dei bimbi. Cosa che accade rispondendo positivamente al bisogno di vicinanza.

Il discorso vale anche per i piccoli che dormono nel lettone o in camera dei genitori. Questi infatti hanno un normale sviluppo psicologico con aumentate competenze cognitive come gli altri; da un recente studio questo comportamento risulterebbe addirittura protettivo nei confronti delle patologie psichiatriche.

Tale tipo di accudimento è correlato alla creazione di un ”attaccamento sicuro” nei bambini e cioè a una maggiore sicurezza interiore, una maggiore empatia e una più efficace autoregolazione degli stati emotivi.

Tale patrimonio di emozioni positive caratterizzerà per sempre la vita adulta dei bambini ACCUDITI SENSIBILMENTE, costituendo un fattore forte di resistenza a un certo numero di malattie fisiche e mentali, e preparandoli a essere a loro volta genitori sensibili con figli più sicuri.

Altre riflessioni sul tema: bambini e nanna al link:

Sito pediatri italiani: il sonno dei bimbi

Annamaria Moschetti, Marialuisa Tortorella
tratto da www.uppa.it
sito dei pediatri italiani.
www.uppa.it sito dei pediatri italiani.

14/04/2008




 
 
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